- com’è profondo il mare in un cassetto
- via del campo
- lasciate che le figuracce vengano a me
Sono andato a scuola scalzo
nessuno mi aveva detto dei compiti da fare a casa
e non avevo neppure una scusa,
alla lavagna non sapevo cosa scrivere,
e tutti guardavano i miei calzini bucati.Lasciate che le figuracce vengano a me
Me la sono fatta addosso
sono timido e divento subito rosso,
arrivo quando il gioco è terminato
e rimango con il dito alzato.Alla gola un nodo mi prende
quando mi fanno certe domande,
le altre hanno già fatto tutto e tutto sanno
mentre io ho sempre paura di fare un danno.Lasciate che le poesie senza rima vengano a me
Alla festa dei tuoi diciotto anni sono arrivato già cotto
ed ho vomitato sulla tua gonna
ma ti ho dato il libro che avevo comprato.Avevo i pantaloni sporchi di sangue lì sotto
per questo non sono venuta in auto al mare con te
ma ti ho dato il bacio che avevo sognato.Lasciate che le figuracce vengano a me
- Atena 25
- tra Chienti e Potenza
- l’avvelenata ’25
alessandro giampaoletti alessandro saio amore arte autoritratto bagno blog casa ciauscolo computer cuore disegni disegni di saio disegni saio giampaoletti disegno divano eden eva famiglia femminismo fondata sul lavoro gatto gioco italia leggere libertà luna macerata mangiare Mare matrimonio mela musica ordinariafollia poesia saio saio g saio giampaoletti smartphone social spazio tauma tempo universo vacanze






