
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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Beat
Beatqualcun altro vince il premio Nobel per il disegno digitaleBeatle pene d’amore viaggiano nelle attese di un messaggio whatsappBeatlo specchio mi porta per culoBeatcome dire che tutto va bene, fin quiBeatle rondini mangiano le mie poesieBeatquesta estate mi compro un vestitino giallo e neroBeatse qualcuno si aspetta di meglio, affari suoiBeatle menti migliori della mia
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è sempre adesso
Sono il mio mulino a ventoquello che cammina sulla scala mobile per il paradiso di Natalealla fine di un arcobaleno banalecontentoe coccolatodal quotidiano luogo privato. Seduto sui gradini del mo foglioaccompagnato dal ricordo di me stessometto insieme parolecome adesso. Sono il mio leviatanoquello con un buon lavoro e una buona paga e va serenocon il
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magnetismo
Solo un’altra legge di questa dimensioneche per noi dispone attrazioneo repulsione. Così che faccia a faccia siamo unitiche tra i nostri corpi non passa d’ariaun filo,così che nuca a nuca siam distantiche l’uno tiene l’altra in sospensionecontro la gravitacontro la ragione. Solo un’altra legge di questa condizioneal pari di quella che straccia i nostri corpigiorno
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trovati un lavoro serio
la condensa sul vetro mi rincuora: fuori piove, qui no; sospirando rotolo di un quarto a sinistra invadendo la tua parte del letto per dichiarare pace nel nome dell’indolenza e poi faremo a sorte per stabilire chi tra te e me dovrà preparare qualcosa da mangiare. Sai che sono un astronauta e vengo da
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due cavalli sotto il mare
Guidare mi piace sono un Guido mancato in silenzio o con la musica al volante seduto tendente all’infinito. Avere l’automobile a 18 anni era il coronamento della virilità un attestato naturale per la maggiore età la metamorfosi per il nuovo stadio dell’evoluzione prima del tramonto e dopo il pallone. Guidare ed avere porte
