
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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questo cuore impavido
Questo cuore impavido batte per teogni giornosolo per teda mezzogiorno e due alle due meno tre. Ricorda il fischio di un treno che passa lontanoe vorresti salircima è proprio lontano. Questo cuore impavido e nudo nell’isola degli scimmiottiinseguito da luoghi comunied etichettatori con occhiali grossi come piatti. Ricorda le urla di una madre affacciata al balcone:è ora di fare merenda!ma non hai ancora finito di giocare a pallone. Questo cuore impavido vestito da chierico della patatanel dungeon del tempo che passae una mazza più uno con supercazzola incantata. Ricorda le ferite fatte con le unghie per grattarele punture di zanzaree…
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sotto un cielo gettone
S’apre tra le nuvole uno spazio la luceed è evidente che si tratta di Dioo di un calcio di rigore per i buoni. Santo pallone e mamma verginetira il dado e se esce settenon farò più marchette. Credo nella patatacredo nel gol, anche di mano. Scarpe rosse sotto un sole gettoneverso castelli di panna scontataper confini di filo di penee si apre tra i muri uno spazio la luce. Se andrà bene avrò la mia faccia su una magliettacon lo scudetto ricamato. Si tratta di immensoo di un fuorigioco fischiato in ritardo la luce.
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Pegaso a pezzi
Prendi pure tutto il bracciovisto che ci sei, non solo il ditonon fare i complimentisono fatto di poesia, non siamo in tanti. Strappami il cuoregetta le mie ossa nere in maree se hai un gatto dagli milza e polmonesono fatto di poesia, non di ragione. Fai una palla con la mia pelleattaccami le palle alla batteria dell’automobilee coi miei occhi sbatti la maionesesono fatto di poesia, devo solo arrivare a fine mese. Prendi il mio fegato e strizzalo per benedichiara morta la mia linguae spegni il mio sistema nervoso afferentesono fatto di poesia, meglio di niente.
