
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
-
vinile adolescentrico
Mangiava vinile, Eraldo il lunedì mattina e sapeva che non avevamo una lira. Adolescentrici maceratesi figli del borgocentrismo, appesi ad un campanile muto. Mangiava vinile, Mario il venerdì sera e sapeva che non avevamo una lira. Adolescettanti maceratesi nipoti dei fiori, illesi da una rivoluzione sconosciuta. Qualche volta facevo colletta durante lo struscio del corso perché non potevo proprio fare a meno di vinile. Mario lo sa, ci ha visto passare tutti occhi innamorati e saccocce vuote. Anche Eraldo lo sapeva.
-
due cavalli sotto il mare
Guidare mi piace sono un Guido mancato in silenzio o con la musica al volante seduto tendente all’infinito. Avere l’automobile a 18 anni era il coronamento della virilità un attestato naturale per la maggiore età la metamorfosi per il nuovo stadio dell’evoluzione prima del tramonto e dopo il pallone. Guidare ed avere porte di ferro con finestrini da chiudere a chiave ed un sedile riservato alla fidanzata al migliore amico al bisognoso, allo sconosciuto. Guidare per sentire di essere nella splendida giornata spiccare dal ramo della pista di pattinaggio per arrivare a Porto Recanati, a Rimini, alla…
-
la carrozza gialla di mezzanotte
Mezzanotte e sei sola in mezzo alla strada nella macchina senza benzina di un amico e viene un gendarme che ti chiede cose strane alle quai non sai rispondere e ridi per non piangere. Mezzanotte e sei sola in mezzo alla strada in un corpo enorme che funziona da solo anche senza di te e seppure ti appartenga non lo riconosci ma va bene così e viene un gendarme e ti chiede cose sciocche alle quali non vuoi rispondere e non piangi per poterne ridere. Mezzanotte e sei solo in mezzo alla strada con la fotocopia di te…
-
quando distribuirono l’intelligenza
Io c’ero e non dormivo osservante ribelle osservavo. Alle mie spalle il camaleonte chiese di passare davanti e non vidi differenza per dire di no. Io c’ero e non dormivo. Alle mie spalle una donna dalla pelle molto chiara, a seno scoperto, chiese di passare davanti e non ebbi sentimento per dire di no. C’ero ed ero. Alle mie spalle il gufo chiese di passare davanti e non trovai argomento per dire di no. C’ero. Alle mie spalle la sirena chiese di passare davanti e non mi vennero rime per dire di no. Io c’ero. Alle mie spalle la volpe…
-
facciamo finta che…
Facciamo finta che io sia una vagabonda dello spazio alla guida di una Falchetta del Millennio alla ricerca del Diamante del Tempo. Nella notte indefinita. Facciamo finta che tu sia un ballerino ammalinconicato che danza sgraziato sui fili del Fato. Nella pioggia della vita. Facciamo finta che la terza persona singolare resti singolare e nella sua matematica anomalia risplenda. Facciamo finta che noi inseguiti dalle Sturmtruppen dell’Impero Galattichen indossiamo solo una maglietta bianca con uno slogan volgare e per la gioia di coloro che apprezzano la natura morta quando è ancora viva: non abbiamo le mutande. Nemmeno…
