
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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magnetismo
Solo un’altra legge di questa dimensioneche per noi dispone attrazioneo repulsione. Così che faccia a faccia siamo unitiche tra i nostri corpi non passa d’ariaun filo,così che nuca a nuca siam distantiche l’uno tiene l’altra in sospensionecontro la gravitacontro la ragione. Solo un’altra legge di questa condizioneal pari di quella che straccia i nostri corpigiorno dopo giorno. Ma io t’amonudo nella pioggia e scalzoe tu ami mesotto al sole con l’ombrello aperto.
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cuore e caffè
Portami il caffè a letto se vuoi ma non donarmi il tuo cuore dammi retta, so bene che puoi ma tienilo che ti potrà servire se non altro per campare. Scrivimi con le dita parole sulla schiena mentre io provo ad indovinare se il tuo amore è più grande del mare ma tienilo, in ogni caso almeno un bicchiere solo per te. Portami il caffè a letto se vuoi ma non darmi tutto il tuo amore dammi retta, so bene che puoi ma tienilo che ti potrà servire se non altro per continuare a fare quello che ti…
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fa rima
Fa rima con cuore oppure rispetto fa riva con tavolo oppure con tetto fa rima con casa al mare ma la parola non la voglio trovare. Mille cagnare duemila bestemmie per me sono pregi, per te son difetti finché non ci portano vino e spaghetti. Fa rima con potere oppure dovere ma puzza come il buco del sedere fa rima con essere oppure con dare ma sta parola non la voglio cercare. Per me oggi è nero, per te è sempre bianco allora mille cagnare settanta volte sette bestemmie finché io lo sopporto e tu non sei…
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sul lettino nel corridoio di casa al mare
Sul lettino nel corridoio di casa al maresenza sapere se volare se strisciarenelle vacanze estiveriuscivo ad immaginare di essere libero e illimitatoin una terra disperata. L’urgenza di vivere mi bruciava le scarpemi strappava le cartemi sfondava le portee rideva di me. Sul lettino nel corridoio di casa al maredove mi hai chiamato amoreoppure Angie, Anna o Alfredomi veniva spesso un nodo alla golae lo capisco adesso cos’era. Cantami, amicaquello che vuoibasta chenon mi lasci mai.
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zero uno zero
l’aperitivo con le amiche in piazza Mazzinitirare mattina fumando sul divanolasciarti corteggiareandare tre mesi in Antartidesuonare ai citofoni per poi scapparepicchiare Vincenzo, troppo ladro per amaredire, fare, baciare, lettera e controvento,uno. non ti identificare, non coincidere,zero. le cose che apparivano banali quando eri signorinaed ora ti mancano,uno. montagne che potresti anche scalarese ne valesse la pena,uno. nemmeno per spiegarlo auno. dallo zero da cui sei uscitaallo zero da cui usciraipensi ad unoche uno non è mai.
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trovati un lavoro serio
la condensa sul vetro mi rincuora: fuori piove, qui no; sospirando rotolo di un quarto a sinistra invadendo la tua parte del letto per dichiarare pace nel nome dell’indolenza e poi faremo a sorte per stabilire chi tra te e me dovrà preparare qualcosa da mangiare. Sai che sono un astronauta e vengo da quel posto, sono il passeggero del tuo cuore e colui che ha assassinato il proprio cervello. qualcuno strilla: trovati un lavoro serio! Cerco la condensa sul vetro per capire se mi trovo dalla parte giusta della tempesta, ma c’è solo un piatto vuoto…
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due cavalli sotto il mare
Guidare mi piace sono un Guido mancato in silenzio o con la musica al volante seduto tendente all’infinito. Avere l’automobile a 18 anni era il coronamento della virilità un attestato naturale per la maggiore età la metamorfosi per il nuovo stadio dell’evoluzione prima del tramonto e dopo il pallone. Guidare ed avere porte di ferro con finestrini da chiudere a chiave ed un sedile riservato alla fidanzata al migliore amico al bisognoso, allo sconosciuto. Guidare per sentire di essere nella splendida giornata spiccare dal ramo della pista di pattinaggio per arrivare a Porto Recanati, a Rimini, alla…
