
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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è sempre adesso
Sono il mio mulino a ventoquello che cammina sulla scala mobile per il paradiso di Natalealla fine di un arcobaleno banalecontentoe coccolatodal quotidiano luogo privato. Seduto sui gradini del mo foglioaccompagnato dal ricordo di me stessometto insieme parolecome adesso. Sono il mio leviatanoquello con un buon lavoro e una buona paga e va serenocon il biglietto del trenoin manoe davveroconvinto che basti mettere lo smalto nero. Seduto sui gradini del mio foglioaccoccolato dalla visione di me stessocerco segni e coloricome adesso.
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jeans strappati
Forse c’era sotto dell’altroed ora ha poca importanzale urla e quella porta sbattutadella mia vecchia stanza. Forse c’era sotto dell’altrooppure ero io a provocarema se uscivo così conciatoavrei fatto meglio a non rientrare. Forse c’era sotto dell’altroma quei jeans strappati erano per mela cosa più importante del mondonel mille e novecento ottantatré. Forse c’era sotto dell’altroma ora non ha più importanzatutta quell’acqua è passatae quanto rimane è pazienza.
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magnetismo
Solo un’altra legge di questa dimensioneche per noi dispone attrazioneo repulsione. Così che faccia a faccia siamo unitiche tra i nostri corpi non passa d’ariaun filo,così che nuca a nuca siam distantiche l’uno tiene l’altra in sospensionecontro la gravitacontro la ragione. Solo un’altra legge di questa condizioneal pari di quella che straccia i nostri corpigiorno dopo giorno. Ma io t’amonudo nella pioggia e scalzoe tu ami mesotto al sole con l’ombrello aperto.
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cuore e caffè
Portami il caffè a letto se vuoi ma non donarmi il tuo cuore dammi retta, so bene che puoi ma tienilo che ti potrà servire se non altro per campare. Scrivimi con le dita parole sulla schiena mentre io provo ad indovinare se il tuo amore è più grande del mare ma tienilo, in ogni caso almeno un bicchiere solo per te. Portami il caffè a letto se vuoi ma non darmi tutto il tuo amore dammi retta, so bene che puoi ma tienilo che ti potrà servire se non altro per continuare a fare quello che ti…
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fa rima
Fa rima con cuore oppure rispetto fa riva con tavolo oppure con tetto fa rima con casa al mare ma la parola non la voglio trovare. Mille cagnare duemila bestemmie per me sono pregi, per te son difetti finché non ci portano vino e spaghetti. Fa rima con potere oppure dovere ma puzza come il buco del sedere fa rima con essere oppure con dare ma sta parola non la voglio cercare. Per me oggi è nero, per te è sempre bianco allora mille cagnare settanta volte sette bestemmie finché io lo sopporto e tu non sei…
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sul lettino nel corridoio di casa al mare
Sul lettino nel corridoio di casa al maresenza sapere se volare se strisciarenelle vacanze estiveriuscivo ad immaginare di essere libero e illimitatoin una terra disperata. L’urgenza di vivere mi bruciava le scarpemi strappava le cartemi sfondava le portee rideva di me. Sul lettino nel corridoio di casa al maredove mi hai chiamato amoreoppure Angie, Anna o Alfredomi veniva spesso un nodo alla golae lo capisco adesso cos’era. Cantami, amicaquello che vuoibasta chenon mi lasci mai.
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zero uno zero
l’aperitivo con le amiche in piazza Mazzinitirare mattina fumando sul divanolasciarti corteggiareandare tre mesi in Antartidesuonare ai citofoni per poi scapparepicchiare Vincenzo, troppo ladro per amaredire, fare, baciare, lettera e controvento,uno. non ti identificare, non coincidere,zero. le cose che apparivano banali quando eri signorinaed ora ti mancano,uno. montagne che potresti anche scalarese ne valesse la pena,uno. nemmeno per spiegarlo auno. dallo zero da cui sei uscitaallo zero da cui usciraipensi ad unoche uno non è mai.
