
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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c’erano due neuroni
C’erano due neuroni o forse tre nella mia testa dopo la consegna delle chiavi. Uno era maschio, per così dire. L’altro no, per contraddire. Venne loro data una consegna, un foglio nel quale c’era scritto come lavorare. E lessero. Il primo disse: ho capito, bene! si farà così e cosà, facile. L’altro rimase sul divano. Intanto la macchina attendeva a folle. Motore caldo, carrozzeria fiammante, due dadi di peluche che non avevano mai rotolato pendenti sotto allo specchietto. Il primo neurone disse al secondo: alzati, dobbiamo lavorare. Il secondo gli rispose: sì, ma prima giochiamo a nascondino. Aspetto sdraiato sul…
