
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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davanti ad un drago
Arrivai fin davanti alla scuolae mi fu chiaro che ero soltanto un bambinodavanti ad un drago. Infantile, mammone, patato, coglionenon sapevo neppure da dove cominciareatterrato al liceo da un pianeta lontanoa forma di pallone di cuoio cucito. Quindi scappaiogni passo era un tic senza un tace mentre quel treno se ne andava per semprepensavo al rimprovero dei miei genitori. Diciamo che era una bella giornata di solee che i bambini non dovrebbero affrontare i draghi da solispecie se sono dall’altra parte della cittàdove nessuno sa che sei l’uomo ragno in incognito.
