
mi sono trafitto sopra una pira funebre,
sono stato sacrificato da mio padre per un posto alle dipendenze dello Stato,
di notte disfo la tela tessuta di giorno,
cucino e disegno
nulla di nuovo per questa domenica in settembre che
deve solo cominciare e poi finire.
sorseggio verdicchio freddo guardando le tue vele scomparire all’orizzonte,
folgorato sulla via della pensione preferisco il peplo alla cravatta,
dopo venti anni di musica avrò imparato a ballare da solo?
scrivo e poi sogno
nulla di nuovo per questa domenica italiana che
passa perché non sa restare.
