storie di ordinariafollia

brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia

  • fa rima

    Fa rima con cuore oppure rispetto fa riva con tavolo oppure con tetto fa rima con casa al mare ma la parola non la voglio trovare.   Mille cagnare duemila bestemmie per me sono pregi, per te son difetti finché non ci portano vino e spaghetti.   Fa rima con potere oppure dovere ma puzza come il buco del sedere fa rima con essere oppure con dare ma sta parola non la voglio cercare.   Per me oggi è nero, per te è sempre bianco allora mille cagnare settanta volte sette bestemmie finché io lo sopporto e tu non sei…

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  • sul lettino nel corridoio di casa al mare

    Sul lettino nel corridoio di casa al maresenza sapere se volare se strisciarenelle vacanze estiveriuscivo ad immaginare di essere libero e illimitatoin una terra disperata. L’urgenza di vivere mi bruciava le scarpemi strappava le cartemi sfondava le portee rideva di me. Sul lettino nel corridoio di casa al maredove mi hai chiamato amoreoppure Angie, Anna o Alfredomi veniva spesso un nodo alla golae lo capisco adesso cos’era. Cantami, amicaquello che vuoibasta chenon mi lasci mai.

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  • zero uno zero

    l’aperitivo con le amiche in piazza Mazzinitirare mattina fumando sul divanolasciarti corteggiareandare tre mesi in Antartidesuonare ai citofoni per poi scapparepicchiare Vincenzo, troppo ladro per amaredire, fare, baciare, lettera e controvento,uno. non ti identificare, non coincidere,zero. le cose che apparivano banali quando eri signorinaed ora ti mancano,uno. montagne che potresti anche scalarese ne valesse la pena,uno. nemmeno per spiegarlo auno. dallo zero da cui sei uscitaallo zero da cui usciraipensi ad unoche uno non è mai.

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  • non è colpa nostra

    Invecchiamo ed ogni cosa si fa più faticosami duole sempre qualcosala pallocca addominale è andata a farsi benedire,mi son perso un bicipiteil collo s’incriccanon sento una cippadall’orecchia sinistra. Ma tu diventi ogni giorno più bellaed io darei ancorae ancorail mio regno per la tua mela. Invecchiamo ed ogni foglio fotocopiato è un foglio bianco di menomi fa male la schienae la pallocca culturale non vale più nemmeno la pena,mi perdo il discorsoopino a casaccionon ricordo una segae l’orgoglio mi frega. Ma tu diventi ogni giorno più bellaed io darei ancorae ancorail mio regno per la tua mela. Invecchiamo ed è…

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  • trovati un lavoro serio

    la condensa sul vetro mi rincuora: fuori piove, qui no; sospirando rotolo di un quarto a sinistra invadendo la tua parte del letto per dichiarare pace nel nome dell’indolenza e poi faremo a sorte per stabilire chi tra te e me dovrà preparare qualcosa da mangiare.   Sai che sono un astronauta e vengo da quel posto, sono il passeggero del tuo cuore e colui che ha assassinato il proprio cervello.   qualcuno strilla: trovati un lavoro serio!   Cerco la condensa sul vetro per capire se mi trovo dalla parte giusta della tempesta, ma c’è solo un piatto vuoto…

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  • verrà forse un giorno

    Verrà forse un giorno in cui non mi riconoscerai, e mi dirai che non so quello che dico e che non sei matta e che mi hanno detto bugie e che sai perfettamente cosa succede in questa casa, senza riconoscermi ma non per questo io ti amerò di meno.   Verrà forse un giorno io cui non mi capirai e mi dirai che non si può vivere senza soldi e che non stai urlando e che i cani mi mangeranno fino all’osso e che sai perfettamente cosa succede in questa casa, senza capirmi ma non per questo io ti amerò…

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  • automobile

    è stato subito chiaro che questa intima scatola d’acciaio avrebbe fatto di me un uomo o una donna più dei baffi o della gonna più della cravatta e della valigetta, più delle rose, del bancomat o della fretta.   è stato subito chiaro che questa amante a scoppio avrebbe fatto di me un albero libero o una roccia libera più della carta di identità più delle processioni e delle lavanderie a gettoni, più dei colori delle bandiere o del pin.    

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  • Basic istinto

    fine linea spazio input, la combinazione delle nostre particelle elementari if nella solitudine di questa confusione, incessante load, on, wait cerco la tua mano nella notte, save goto verify, list e mi pare come quando eravamo bambini e ci pareva di essere next, restore, smenettare, la la la la soprattutto run, run, run, run tab, return e read, read, return e gosub… sub sub sub then nuovi linguaggi per passeggiare navigando mano nella mano print, stop tutto l’universo dietro la tastiera sulla punta delle dita, run tu, io. tu tu tu io tu tu io tu tu tu tu io…

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  • scarabocchi

    segni sulla carta o dove capita, traiettorie intime che precedono il pensiero e lo sorpassano, e si ammucchiano e si perdono e ritornano. segni sulla carta e dove capita, movimenti meccanici dell’indimostrabile che fa capolino, e cambiano e si travestono e ritornano.

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  • in rock

    Io immagino di avere una chitarra e danzo solo con essa come fossi nel palco più buio investito dalla luce di un assolo. Quindi se mi vedete in questa scimmiosa animazione sappiate che sono immerso nell’eleganza di una febbre elettrica nel posto più buio che possiate immaginare, oltre la vergogna e il dolore con una chitarra invisibile che inesorabile suono con tutta la mia anima.  

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