
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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altri quaderni
Riempivamo fogli su fogli su fogli di schemi ripetuti, geroglifici che ai nostri occhi erano avvincenti campionati di calcio internazionali. Nomi curiosi ed affascinanti, crocette e numeri. Decine ogni pagina, centinaia, migliaia ogni quaderno. Quel ragazzo che scarabocchiava aveva una matita aveva un quaderno aveva un amico e nulla era impossibile. Non c’era l’urlo abissale del vuoto né sorrisi di ragazze della parte orientale dell’Appennino non soldi ma capelli ed il Pianeta spendeva. Quel ragazzo che beveva noia e pisciava giocattoli di matita, di carta ritagliata, di cartone scotchato. E’ come quando ti siedi al tavolo per il pranzo…
