
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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è sempre adesso
Sono il mio mulino a ventoquello che cammina sulla scala mobile per il paradiso di Natalealla fine di un arcobaleno banalecontentoe coccolatodal quotidiano luogo privato. Seduto sui gradini del mo foglioaccompagnato dal ricordo di me stessometto insieme parolecome adesso. Sono il mio leviatanoquello con un buon lavoro e una buona paga e va serenocon il biglietto del trenoin manoe davveroconvinto che basti mettere lo smalto nero. Seduto sui gradini del mio foglioaccoccolato dalla visione di me stessocerco segni e coloricome adesso.
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jeans strappati
Forse c’era sotto dell’altroed ora ha poca importanzale urla e quella porta sbattutadella mia vecchia stanza. Forse c’era sotto dell’altrooppure ero io a provocarema se uscivo così conciatoavrei fatto meglio a non rientrare. Forse c’era sotto dell’altroma quei jeans strappati erano per mela cosa più importante del mondonel mille e novecento ottantatré. Forse c’era sotto dell’altroma ora non ha più importanzatutta quell’acqua è passatae quanto rimane è pazienza.
