
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
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lasciate che le figuracce vengano a me
Sono andato a scuola scalzonessuno mi aveva detto dei compiti da fare a casae non avevo neppure una scusa,alla lavagna non sapevo cosa scrivere,e tutti guardavano i miei calzini bucati. Lasciate che le figuracce vengano a me Me la sono fatta addossosono timido e divento subito rosso,arrivo quando il gioco è terminatoe rimango con il dito alzato. Alla gola un nodo mi prendequando mi fanno certe domande,le altre hanno già fatto tutto e tutto sannomentre io ho sempre paura di fare un danno. Lasciate che le poesie senza rima vengano a me Alla festa dei tuoi diciotto anni sono arrivato…
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jeans strappati
Forse c’era sotto dell’altroed ora ha poca importanzale urla e quella porta sbattutadella mia vecchia stanza. Forse c’era sotto dell’altrooppure ero io a provocarema se uscivo così conciatoavrei fatto meglio a non rientrare. Forse c’era sotto dell’altroma quei jeans strappati erano per mela cosa più importante del mondonel mille e novecento ottantatré. Forse c’era sotto dell’altroma ora non ha più importanzatutta quell’acqua è passatae quanto rimane è pazienza.
