
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
-
scarabocchi
segni sulla carta o dove capita, traiettorie intime che precedono il pensiero e lo sorpassano, e si ammucchiano e si perdono e ritornano. segni sulla carta e dove capita, movimenti meccanici dell’indimostrabile che fa capolino, e cambiano e si travestono e ritornano.
-
in rock
Io immagino di avere una chitarra e danzo solo con essa come fossi nel palco più buio investito dalla luce di un assolo. Quindi se mi vedete in questa scimmiosa animazione sappiate che sono immerso nell’eleganza di una febbre elettrica nel posto più buio che possiate immaginare, oltre la vergogna e il dolore con una chitarra invisibile che inesorabile suono con tutta la mia anima.
-
vai di fuori
Era più dei pelo sotto al naso era più di un maglione costoso era più di una copertina inglese e stava tra le dita e stava tra le labbra sapeva di vita puzzava di rabbia. Ma da bambino quell’acre velo da sposa non bianca mi pizzicava gli occhi e mi faceva tossire, e mi dicevano vai fuori. Con le dita ingiallite sul terrazzo di casa guardo la pioggia e sono ancora fuori perché agli altri pizzicano gli occhi e tossiscono. E sono pieno di peli in viso e indosso maglioni da sposo in una copertina di un disco…
