
storie di ordinariafollia
brevi fabulazioni di chi tende a dare realtà alle creazioni della propria fantasia
-
parapurganferno
soffrirò come quando eri lontana e lo smartphone non era ancora stato inventato aspetterò come quando avevi detto alle quattro ma erano già le cinque passate gioirò come quando togli gli occhiali e mi guardi con quel mezzo sorriso. soffrirò più di quando domani c’era scuola aspetterò più di quando accompagnai mio padre al
-
è sempre adesso
Sono il mio mulino a ventoquello che cammina sulla scala mobile per il paradiso di Natalealla fine di un arcobaleno banalecontentoe coccolatodal quotidiano luogo privato. Seduto sui gradini del mo foglioaccompagnato dal ricordo di me stessometto insieme parolecome adesso. Sono il mio leviatanoquello con un buon lavoro e una buona paga e va serenocon il
-
non è colpa nostra
Invecchiamo ed ogni cosa si fa più faticosami duole sempre qualcosala pallocca addominale è andata a farsi benedire,mi son perso un bicipiteil collo s’incriccanon sento una cippadall’orecchia sinistra. Ma tu diventi ogni giorno più bellaed io darei ancorae ancorail mio regno per la tua mela. Invecchiamo ed ogni foglio fotocopiato è un foglio bianco di
